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20250710

Le chitarre che piacciono a Jack White

Davvero molto interessante tutto, l'estetica, il suono, la storia.

Un mondo da scoprire...

 https://www.ilpost.it/2025/07/09/50-anni-jack-white-chitarre/ 

20141025

Tanta, troppa roba

Da quando non esistono più i Sonic Youth come entità, Lee e Thuston certo non hanno smesso di produrre roba di qualità. Per chi fosse interessato, a brevissimo (28 ottobre e 2 novembre) sono a Milano.

20141013

I used to be a little boy


... mi ronzava in testa questa canzone da giorni, chissà perchè...

20140421

BMW 846

Non è un nuovo modello di autombobile, ma del preludio e fuga n.1 in do maggiore di Johann Sebastian Bach, dal libro I del "Clavicambalo per temperato". Qui nella versione sempre magistrale e ipnotica di Gleen Gould. E se vi va, qui lo spartito di Giovanni, origginale.

20140308

20120517

La notte che cambiò tutto per l’hip hop

Rilancio un bell'articolo sulla "storia" dell'hip hop.
Penso che sia vero. Ma è importante ricordare che la storia dell’hip hop di quegli anni è storia orale. È tutto mitologia in un certo senso. E le storie vere si mescolano a quelle inventate.
http://www.personalreport.it/2012/05/la-notte-che-cambio-tutto-per-l%E2%80%99hip-hop/

20090905

Sorci verdi

sono sicuro. zio ozzy, nella sua vita, ha certamente visto i sorci verdi.

20090819

Woodstock

Centesimo post del blog e 40 anniversario di woodstock.
Mi prendo un'ora libera...

20070201

L'uomo che sussurrava ai citofoni

Non poteva smettere.
Da tempo passava buona parte delle giornate a girovagare cercando sui campanelli qualche nome famigliare.
Ma le questioni erano almeno due.
Il primo era che la sua memoria era soprattutto fotografica: riusciva a ricordare le facce di chi era in fila al supermercato con lui fino a un mese prima, ma non il nome del suo vicino di casa.
Il secondo era che non era possibile fermarsi ad ogni numero civico, per cui era costretto ad utilizzare un metodo random, camminando guardandosi in giro o con fare indaffarato, per poi fermarsi improssivamente davanti ad una qualche palazzina.
Scorreva la lista dei cognomi con grande pazienza e dedizione.
Spesso qualche nome gli suonava famigliare, non fosse altro per la ricorrenza geografica. Raramente, e con grande giubilo, trovava qualcuno che probabilmente conosceva.
E allora suonava e sussurrava frasi interminabili per riuscire a farsi aprire.
Non gli interessava, in realtà, tutto il preambolo, la ricerca e la tattica.
Era un amante delle case: adorava guardare ogni particolare. Dall'androne allo sgabuzzino, senza un momento di sosta, i suoi occhi scandagliavano ogni cosa: i libri, l'arredamento, i quadri, le suppellettili. Le persone non erano così importanti per lui, quanto il contesto.
Aveva bisogno di farsi travolgere dalle mille componenti della vita altrui per fare supposizioni, tirare conclusioni, ipotizzare paralleli storici e analisi sociologiche, farsi stupire.

E questa era tutta la sua vita. O almeno la parte più interessante.